Emotional Mapping of Museum Augmented Places

Manipolazioni virtuali della realtà, gesti, forme, superfici vive con realtà aumentata e virtuale

La realtà aumentata e la poesia a L’Aquila

 

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Una mattina di maggio del 2012, due donne – Barbara Vaccarelli e Giuliana Guazzaroni – intraprendono una camminata ai limiti della “zona rossa” aquilana. Armate di smartphone sembra stiano scattando foto a quello che era il centro nevralgico. Davanti agli occhi si ergono edifici fantasma sorretti da impalcature. I movimenti veloci nel touch screen sembrano scatti nel vuoto. Ma sono colpi lenti e riflettuti. Movimenti performativi, sparati nel cielo terso per fissare opere di poesia e pittura digitale. Ogni gesto ripetuto a Piazza Regina Margherita, Piazza Santa Maria Paganica, Castello Cinquecentesco, San Bernardino, Porta Leone, Teatro Comunale, Quattro Cantoni, Convitto Nazionale, Piazza Palazzo, Piazza dei Gesuiti, Via Roma, Rettorato, San Silvestro, Via Cascina, Piazza Chiarino, Fontana Luminosa, Viale Duca degli Abruzzi, Portici, Piazzetta IX Martiri, Piazza Duomo, Banca d’Italia, Via delle Bone Novelle, Casa dello Studente, Colle Maggio, Villa Comunale è un’istallazione in realtà aumentata a indicare un percorso emozionale. Una mappatura di geografie di significato e memoria.

Un paio tra i numerosi articoli successivi alla performance: ArtribuneExibart

Barbara è aquilana e ha creato due delle ventisei opere che formano l’esposizione permanente “Poesia di strada in realtà aumentata”. Una di queste riproduce un portone incatenato per inagibilità in Via delle Bone Novelle. Ed è lì che le due donne si sono recate a porlo, invisibile all’occhio nudo del passante e visibile attraverso il bioipermedia. La realtà aumentata accresce la percezione, visiva acustica sensoriale, con elementi sintetici. Così che, al portone incatenato, si sovrappone l’immagine sintetica creata da Barbara: un seno di donna. Metafora della mancata ricostruzione dei centri storici dell’aquilano, colpito dal terremoto del 6 aprile 2009. Come tutte le abitazioni delle zone rosse, la porta chiusa con la catena e il lucchetto sono simboli del “nutrimento” per i grandi affari. In nome dell’emergenza, del recupero e messa in sicurezza degli edifici, il governo centrale in carica nel corso della catastrofe, ha scelto di edificare 19 New Town (C.A.S.E. – Complessi Antisismici Sostenibili Ecocompatibili), stravolgendo storie e geografie di un territorio. L’Allattamento (titolo di quest’istallazione) proviene da queste case sfollate e dal negato diritto all’abitare, è il nutrimento che favorisce la Shock Economy. Il seno nudo, infine, rivela anche la seduzione che il potere esercita sulle popolazioni colpite da catastrofi.

L’ideazione e curatela dell’esposizione in realtà aumentata è di Giuliana per l’Accademia delle Arti di Macerata, con la partecipazione di altre realtà locali. Il progetto di utilizzo della realtà aumentata rappresenta per lei un percorso di ricerca artistica e didattica per esplorarne potenzialità e limiti. Tecnicamente la realtà aumentata si sviluppa grazie a device mobili indossabili: il bioipermedia. Da un lato abbiamo punti di accesso non regolamentato alla città che permettono un’occupazione creativa di spazi pubblici vasti, dall’altro ci troviamo di fronte a sfide pedagogiche, sociali, economiche e politiche nuove che richiedono consapevolezza del mezzo e approcci adeguati.

L’esperienza dell’esposizione permanente aquilana è un invito alla partecipazione, alla riflessione e alla riscoperta di luoghi del vissuto quotidiano, ma presi da angolature differenti. Uno slittamento continuo tra mondo reale e sintetico (virtuale). Una scossa per i visitatori che vedono mescolarsi, grazie all’uso di visori see-through nel piccolo schermo mobile, scorci di un centro, terremotato e non ricostruito, a pittura digitale e poesia.

A settembre 2012 “Poesia di strada” viene visitata da cento ambasciatori, educatori eTwinning. L’esperienza è monitorata attraverso questionari e interviste. Viene riconosciuto il valore pedagogico e innovativo di un uso creativo e didatticamente consapevole del bioipermedia in ambienti informali di apprendimento. L’analisi dei risultati, sul campione di persone, rivela da un lato benefici tecno-didattici (stimolo del pensiero creativo, generazione di legami emozionali con i luoghi delle istallazioni, maggiore consapevolezza dell’altro, grazie al lavoro di gruppo e alla condivisione delle device), ma dall’altro rivela criticità riguardanti i costi di smartphone e tablet di ultima generazione, la loro effettiva usabilità e accessibilità per utenti adulti e la conseguente frustrazione derivata dal non avere o non riuscire a usare correttamente il bioipermedia.

Pubblicazioni sull’esperienza di Poesia di strada in Realtà aumentata:

Guazzaroni, G. (2013, October). Street Poetry in Augmented Reality. In S. Leone (Ed.)
Synergic Integration of Formal and Informal E-Learning Environments for Adult Lifelong Learners, IGI Global, USA.

Guazzaroni, G. (2013, October). The Ritual and the Rhythm: Interacting with Augmented Reality, Visual Poetry and Storytelling across the Streets of Scattered L’Aquila. In eLearning Papers on Design for Learning Spaces and Innovative Classrooms (34).

Guazzaroni, G. (2013, May). Piegare la tecnologia alla creatività. Superfici specchianti, gesti, forme e linguaggi non scontati. La narrazione dell’Aquila in realtà aumentata. In G. Griziotti (Ed.) Bioipermedia Moltitudini Connesse. Alfabeta2 (29), 4.

Guazzaroni, G. (2012). Experiential Mapping of Museum Augmented Places – Using Mobile Devices for Learning. Saarbrücken, D: LAP.

Guazzaroni, G. (2012, December). Emotional Mapping of Museum Augmented Places. In Archeomatica (3), 44-46.

 

 

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