Emotional Mapping of Museum Augmented Places

Manipolazioni virtuali della realtà, gesti, forme, superfici vive con realtà aumentata e virtuale

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La diciannovesima edizione di OPEN, Esposizione Internazionale di Sculture e Installazioni si tiene dal 2 settembre al 2 ottobre 2016 a Venezia presso il Molino Stucky parallelamente alla Mostra d’Arte Cinematografica. La mostra ideata e curata da Paolo De Grandis, co-curata da Carlotta Scarpa e supportata, in ogni più piccolo dettaglio, da Francesca Romana Greco è organizzata da PDG Arte Communications con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. 19 anni di storia di sculture e installazioni all’aperto presso gli spazi pubblici e quelli non convenzionali che si aprono alla fruizione di un pubblico eterogeneo, come il recente contesto espositivo del Molino Stucky, il più importante monumento di archeologia industriale conservato a Venezia: oggi sede dell’Hilton e centro culturale. Ed è proprio l’interazione tra opera d’arte e spazio pubblico di sosta o di passaggio a far irrompere il bello nel quotidiano attraverso l’attivazione della percezione estetica dell’osservatore con la conseguente retrocessione della sua consueta interpretazione razionale della realtà. Riflessione che diventa una costante in OPEN così come una sfida per l’artista nel creare inediti sviluppi espressivi attraverso l’esercizio di dialogo tra opera e spazio. Gli artisti presenti in mostra uniscono un uso libero del mezzo espressivo per contaminare gli spazi del Molino Stucky. Esperimenti linguistici in una ricerca sulle possibilità espressive del colore quale presenza emozionale e puro dato fisico sono presenti, ad esempio, nel grande collage di Tomas presente all’interno dell’esposizione e arricchito con un gioco di Realtà aumentata e uno di Realtà virtuale a cura di Giuliana Guazzaroni. Lavori eterogenei, percorsi differenti accomunati da un vitalismo che travalica i limiti imposti dalla superficie, dal colore lasciato fluire come se fosse pulsazione fino a schemi compositivi nuovi di timbri e campiture spaziali. Al collage di Tomas è abbinata una vera e propria peformance di Realtà virtuale, visibile tramite visore 3D a disposizione per il pubblico, e un video in realtà aumentata che documenta la creazione dell’opera stessa e come l’autore abbia performato passo dopo passo ciò che avrebbe in seguito dipinto. Nel 3D, invece, è presentato il luogo della genesi del collage: un reportage di San Ginesio a 360°, anche di quei luoghi ormai difficilmente visitabili in seguito al terremoto del 24 agosto scorso.

Un sincero ringraziamento agli attenti curatori Paolo De Grandis e Carlotta Scarpa; a Francesca Romana Greco per il supporto al progetto e l’organizzazione puntuale.

Nelle foto: Molino Stucky, scultura di Stefano Bressani, collage di Tomas, Realtà virtuale performata

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