Emotional Mapping of Museum Augmented Places

Manipolazioni virtuali della realtà, gesti, forme, superfici vive con realtà aumentata e virtuale

Le città metropolitane sviluppano l’integrazione tra l’arte, la scienza e l’innovazione delle tecnologie di comunicazione

mirror neurons

 

Una delle nostre sfide, come ARt di smARt, consiste nel fatto che la cultura moderna non trova spazi e investimenti perché la logica riguardante la cultura è principalmente quella di sfruttare i beni culturali rinascimentali per il turismo senza dare possibilità di rilancio e sviluppo alla cultura contemporanea che è basata sull’integrazione tra scienza arte e artigianato tecnologico-creativo.

Abbiamo a lungo discusso con il professor Paolo Manzelli (1) per elaborare una PREMESSA PER UN PROGETTO NELL’AREA METROPOLITANA DI FIRENZE finalizzata alla definizione di come sia possibile migliorare la vivibilità e lo sviluppo culturale di una città metropolitana.

Crediamo che l’integrazione tra l’arte, la scienza moderna e l’innovazione delle tecnologie di comunicazione possa giocare un ruolo rilevante . Spesso scartata dalle agende digitali della città futura, l’arte contemporanea, al contrario svolge un ruolo primario per promuovere concettualità innovative e servizi urbani finalizzati a una inclusione sociale orientata dall’innovazione a vantaggio di tutta la popolazione, soprattutto le fasce più deboli che spesso vengono escluse dallo sviluppo creativo.

Tuttavia, non l’arte contemporanea da sola, ma l’arte (quantistica e moderna) accompagnata dal cambiamento scientifico e dalle più recenti tecnologie d’avanguardia (come la realtà aumentata e virtuale) divengono in grado di offrire nuovi orizzonti di fruizione e sviluppo sociale volto all’inclusione.

La rete urbana ha struttura simile al cervello umano e alle reti elettroniche che permettono ai cittadini di comunicare. Rete è parola di uso quotidiano, ma presenta una serie di connotazioni metaforiche che indicano diversi aspetti della vita sociale (Maffesoli, 2009).

Reti reali complesse e caotiche possono essere e reti manipolate elettronicamente analizzandole attraverso logiche “quantistiche” che oltrepassano la antica separazione dell’oggetto dal soggetto. In vero, il ricorso alla manipolazione dinamica delle reti complesse, non lineari, trattabili mediante il ricorso alla scienza quantistica, è divenuto oggi una prassi essenziale per attuare la loro decodificazione dal caos a un nuovo ordine di informazione così da mettere a sistema il caos dell’informazione in rete e orientarlo al servizio delle comunità di cittadini e per qui includere i più fragili.

Il ruolo del vero artista moderno altro non è che una revisione della antica figura di sciamano che assolve, attraverso l’arte e la sua “scienza”, alla funzione sociale e politica all’interno della tribù. Maffesoli (2009) esamina come le tribù metropolitane si organizzano all’interno degli spazi cittadini, suddivisi in base alla geografia offerta dai grandi “social” come Google, Facebook, Instagram ecc.

Dunque la socialità passa per una geografia mediata da elaborati elettronici sotto forma di smartphone o altra tecnologia indossabile utili a ORIENTARE, districare il caos delle reti complesse di informazione.

L’arte contemporanea a questo punto si pone come MAPPA di ORIENTAMENTO CATALITICO inserita in una rete neuronale, o in una rete di città, e nella sua articolata socialità. L’arte diviene un oggetto che avvicina alla nuova comprensione del mondo circostante.

Come può un oggetto artistico orientare? Può farlo, secondo noi, quando il sistema di informazione è arricchito, aumentato, attraverso manipolazioni tecnologiche ad hoc, in modo che presenti multistrati o multilivelli elaborati con tecnologia smart al fine di restituire al fruitore MAPPE CONCETTUALI QUANTISTICHE in grado di offrire percorsi innovativi per i cittadini e soprattutto i gruppi isolati svantaggiati.

In che modo? La mappa orienta a partire dall’oggetto artistico che attrae e trasforma la sua fruizione in scienza. Viene dunque progettato un oggetto che offra servizi a partire dalle periferie, per arrivare nei centri storici cittadini. L’arte attrae, offre opportunità. Ad esempio, a partire dalle fermate metropolitane, si offre uno strumento di decodifica, una mappa a ogni snodo importante per accedere a un servizio di inclusione, attraverso un canale di arte e scienza. Dalla mappa, fruibile tramite smartphone allo snodo metropolitano, si accede a servizi periferici di socializzazione e inclusione o anche servizi poco conosciuti dalla cittadinanza.

Reti informative complesse e accattivanti in grado di migliorare l’interazione, la fruizione, l’aggregazione sociale, i gruppi di aiuto alla popolazione più a rischio, le banche del tempo ecc.

La nostra proposta in pratica è ad esempio quella di fornire a ogni snodo dei mezzi pubblici che partono dalla periferia e vanno verso il centro cittadino un oggetto artistico, anche in copia, dal quale partirà, attraverso la tecnica della Realtà aumentata, un contenuto, sotto forma di mappa, volto ad aggregare e sostenere i cittadini più a rischio.

La scienza opera, in questo contesto, fornendo un modello complesso delle mappe scaricabili nel proprio smartphone, per accedere a servizi, come per esempio una banca del tempo a sostegno delle mamme lavoratrici e degli anziani.

Chi è pronto a scommetterci?

(Riassunto di una discussione tenuta da: Giuliana Guazzaroni, Paolo Manzelli e Tomas – Immagine: Empatia per il mondo Mirror Neurons di Daniela Biganzoli).

(1) Paolo Manzelli: Chimico Fisico (Laurea: Firenze 1967), Studioso della Chimica del Cervello   sulla base delle relazioni tra Energia, Materia e Informazione. Direttore del Laboratorio di Ricerca Educativa del Dipartimento di Chimica dell’Università di Firenze. 

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