Emotional Mapping of Museum Augmented Places

Manipolazioni virtuali della realtà, gesti, forme, superfici vive con realtà aumentata e virtuale

Bianca al pari della giada fredda come quella spada è la bella Turandot con i Google Glass

Nessun dorma! La principessa Turandot indossa i Google Glass! La tecnologia della Realtà aumentata si sta avvicinando sempre più al mondo dell’arte e non soltanto delle arti visive, ma anche delle arti più tradizionali come il teatro lirico. Lo abbiamo visto per gli esercizi di memoria dell’arena Sferisterio di Macerata. Un’esposizione itinerante arricchita dalle magie informatiche della Realtà aumentata che prepotentemente sceglie di salire sul palco.

 Tuttavia, questo non rappresenta l’unico esempio di utilizzo della visione aumentata nel mondo dell’opera lirica. “Con gli occhi di Turandot” (#congliocchiditurandot) è una sperimentazione ancora più pervasiva. Avviata il 30 luglio scorso alla prima del capolavoro di Giacomo Puccini al Teatro Lirico di Cagliari, ha saputo far parlare di se facendo il giro del mondo e riconfermando il nostro Paese come in grado di trasportare il teatro lirico di tradizione nel futuro.

Grazie alla tecnologia dei Google Glass gli spettatori del Lirico di Cagliari hanno potuto fruire dell’opera da prospettive insolite: il punto di vista degli attori e cantanti sul palcoscenico.

Lo scopo è quello di far avvicinare alla Lirica un pubblico sempre più giovane e tecnologico, abituato a condividere nei social network le emozioni e le esperienze vissute.

Al tempo stesso si tratta di una notevole operazione di marketing non usuale, attraverso la quale la principessa Turandot si fa conoscere attraverso le condivisioni del pubblico, offrendo i suoi stessi occhi come punto di vista per seguire l’opera.

Dunque lo sguardo accresciuto, grazie alla tecnologia indossabile di Google per la realtà aumentata, è stato offerto a un pubblico avido di novità e di nuovi gadget.

Nello specifico, alcuni attori e cantanti sul palcoscenico hanno inforcato a turno i Google Glass e hanno fatto riprese e foto che hanno inviato in tempo reale sui Social network dedicati. Dando vita a una cassa di risonanza esponenziale che partendo da Cagliari ha fatto il giro del mondo.

Il pubblico a casa, pur non pagante, veniva così coinvolto e portato a condividere sui propri canali Social. Una bella operazione di mercato della cultura, uno speciale “streaming” spettacolare che s’innescava attraverso riprese e ascolti di arie operistiche da punti di vista non consueti per il pubblico.

A questo proposito abbiamo preso contatto con Nicola Fioravanti, responsabile del progetto inerente i Google Glass per il Teatro Lirico di Cagliari e gli abbiamo rivolto alcune domande. Eravamo curiosi di sapere quanti occhiali per la Realtà aumentata sono stati usati per la prima di Turandot. Gli occhiali distribuiti sono stati circa una decina, sono stati indossati a rotazione dagli artisti in scena.

Per i Google Glass è stata sviluppata un’applicazione specifica: Semestene. Fioravanti ci ha raccontato che Semestene è semplicissima ma allo stesso tempo efficacissima. Semestene permette di scattare fotografie e registrare video nel cloud e in seguito mette a disposizione dell’utente la condivisione sui Social network con hashtag e testi preconfigurati. L’applicazione è così semplice che non è stato necessario spiegarla agli artisti sul palcoscenico.

Davvero un bel progetto, ma come è nato? Ascoltiamo Fioravanti che ci ha risposto così:

 Ogni progetto al Medialab della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari nasce dalla volontà di sperimentare strumenti innovativi per lo sviluppo sostenibile di un territorio intelligente attraverso la valorizzazione di uno dei suoi maggiori beni culturali. Quando ho ricevuto i Google Glass nelle mie mani, ho cercato di immaginare come avrei potuto usare questo magnifico strumento per aumentare il punto di vista naturale di un’opera teatrale. I Google Glass potevano essere utilizzati per mostrare un punto di vista normalmente nascosto, così ho pensato di dare una serie di Google Glass alle persone sul palcoscenico. I coristi, il tenore, i tecnici dietro le quinte ma anche gli orchestrali potevano finalmente scattare fotografie e registrare video senza che questo fosse esageratamente invasivo. Dopodiché, ho pensato di aggiungere una cronaca in diretta dell’evento, una sorta di live multimediale dell’opera sui social network del Teatro Lirico di Cagliari. Ne ho parlato con Mauro Meli, sovrintendente del teatro, che, come sempre, ha accolto la proposta con tanto entusiasmo. Pochi giorni dopo è nata Semestene, l’applicazione per i Google Glass che abbiamo sviluppato con TSC Lab, Google Enterprise Partner e partner prezioso del nostro Medialab. Il 30 di Luglio 2014, giorno della prima con i Google Glass, abbiamo avuto una risposta straordinaria sia dal pubblico che dalla stampa. Il New York Times ha titolato l’evento in maniera straordinaria: “Il Paese che dato l’opera al mondo sta per portarla nel ventunesimo secolo” mentre the Guardian ha definito il nostro progetto “senza precedenti”. Oltre un milione di persone connesse hanno completato la giornata nel migliore dei modi.

L’articolo del New York Times: http://artsbeat.blogs.nytimes.com/2014/07/28/italian-opera-company-experiments-with-google-glass/?_php=true&_type=blogs&_r=0
L’articolo di The Guardian: http://www.theguardian.com/music/2014/jul/29/google-glass-staging-opera-puccini-turandot-sardinia

Articolo originariamente pubblicato in The Biz Loft.

Foto di Priamo Tolu, cortesia del Teatro Lirico di Cagliari.

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