Emotional Mapping of Museum Augmented Places

Manipolazioni virtuali della realtà, gesti, forme, superfici vive con realtà aumentata e virtuale

I musei vivono di emozioni

La Traviata degli specchi e la realtà aumentataMentre preparavo un ultimo workshop prima della pausa estiva, ho riguardato i materiali e le esperienze alle quali ho lavorato in questi ultimi anni. Il mio approccio alla realtà aumentata e alle sue molte applicazioni si è formato in un ambiente di ricerca e sperimentazione attiva nei luoghi della cultura dell’Italia centrale.

Partendo da un’esperienza di ricerca, in seno alla Facoltà di Ingegneria ad Ancona, sotto l’attenta guida del Prof. Tommaso Leo, sono approdata all’implementazione di esperienze di visita tecno-didattica di Musei (come il Museo Archeologico di San Severino Marche, il Museo della Carrozza ecc.) e di godimento di centri storici.

Quest’ultima esperienza, lungo le vie cittadine – passeggiando con il pubblico – (sperimentata in due capoluoghi di provincia nelle Marche e in Abruzzo), ha avuto particolare successo essendo stata formulata su un format di Mappatura emozionale di Luoghi della cultura attraverso la realtà aumentata.

Strumenti di tipo “mobile” (smartphone, tablet) e applicazioni riferite alla realtà aumentata possono essere punti di accesso per la navigazione in una città, per individuare diversi piani di realtà, per offrire differenti narrazioni della geografia urbana e per esplorare l’ambiente reale.

Ciò può rappresentare un viaggio emozionale in cui i luoghi familiari sono rappresentati attraverso prospettive insolite, uno scorrere tra reale e virtuale, un invito alla partecipazione e alla scoperta di spazi pubblici.

Le rappresentazioni di “Poesia di strada in realtà aumentata” sono percorsi urbani per il coinvolgimento delle persone (studenti, cittadini, turisti ecc.) nell’arte e nella tecnologia. Questo è il format “Emotional Mapping of Museum Augmented Places (Mappatura emozionale dei musei in realtà aumentata)” EMMAP sperimentato a e diventato oggetto di una ricerca scientifica svoltasi a Macerata, San Severino Marche e L’Aquila pubblicata per le note riviste statunitensi IGI Global ed Elsevier.

Quando si dice Realtà aumentata si pensa anche alle sue molteplici ricadute soprattutto in ambito medico, domotico, ingegneristico, ma anche informativo, partecipativo, turistico, culturale ed editoriale. Per citare alcuni dei campi in cui è stata sperimentata e viene sistematicamente applicata.

Un esempio culturale è il Progetto Mubil presso Gunnerus Library che permette, per esempio, di sfogliare, virtualmente, con uno schermo 3D un trattato di medicina del 1587 e di sfruttare alcune delle possibilità offerte dalla realtà aumentata.

Smartphone, tablet, iPhone, iPad sempre più diffusi e alla portata di ogni persona. Dispositivi mobili (Smartphone, iPhone, iPad, tablet..) non sono soltanto semplici dispositivi per chiamare o per accedere a Internet, ma strumenti sociali per rimanere sempre connessi al proprio network (Bressler, 2006). Le pratiche di connessione nomadica sono, secondo gli ultimi dati sui consumi, sempre più diffuse – le connessioni da cellulare hanno per la prima volta superato quelle da computer fisso- anche fra adulti e persone in età più avanzata. Ne consegue che la realtà può sempre più essere reinventata, attraverso tecnologie come la realtà aumentata.

La realtà aumentata si può definire come una tecnologia che integra informazioni sintetiche-sensoriali con la percezione cheLa Traviata l’utente ha dell’ambiente in cui si trova (un ambiente reale con oggetti di uso comune con cui l’utente interagisce). Il risultato è una sovrapposizione di livelli informativi differenti che s’integrano all’esperienza reale degli oggetti.

L’utilizzo della realtà aumentata permette pertanto la creazione di punti di contatto fra oggetti, idee e persone. Oggi la realtà aumentata, o realtà accresciuta, può essere fruita da ogni tipologia di utenza grazie alla convergenza di più tecnologie (il Gps per il posizionamento, il magnetometro o bussola, il flusso video in tempo reale, il collegamento Internet in mobilità..). La realtà aumentata permette la fruizione in mobilità, nonché l’attivazione di strategie didattiche e interpretative molteplici.

In futuro, ci libereremo da strumenti quali il cellulare per indossare device pervasive come occhiali senza lenti, ma con telecamera, microfono e cuffie integrate che amplificano la realtà. La parte superiore della lente destra presenterà un micro-display, su cui appariranno le informazioni sulla realtà che ci circonda. In questo momento sono in cantiere diversi brevetti e prototipi che saranno presto commercializzati a prezzi non ancora alla portata di tutti.

Emerge da queste prime riflessioni una nuova definizione di rete. Il web non è più un insieme di pagine che descrivono qualcosa. Il web è diventato il mondo stesso e ognuno in questo mondo riflette un’ombra d’informazioni, un set di dati che possono essere catturati e processati in maniera intelligente da dispositivi, da sensori, da codici offrendo notevoli opportunità.

I nostri telefonini, i nostri dispositivi mobili si sono trasformati. Sono diventati occhi e orecchie per applicazioni che riguardano, ad esempio, movimento, localizzazione. Possiamo immaginare un futuro accresciuto, un futuro fatto di realtà e dati aggiuntivi. Gli oggetti reali hanno un’ombra costituita da informazioni che si riflettono nel mondo virtuale (O’Reilly & Battelle, 2009).

Di cosa ho bisogno per vedere oggetti in realtà aumentata?

– Hardware. Una volta che ci si è dotati di un cellulare o di un tablet di ultima generazione (generalmente con sistema operativo Android o iOS, ma prossimamente anche Linux..) basterà andare in Google Play o nell’AppStore e osservare quante applicazioni ci sono per catturare la realtà aumentata! Non tutte purtroppo saranno valide, bisognerà testarle per capire se sono adatte o meno alle nostre esigenze.

– Software. Per andare a rilevare, a scoprire, gli oggetti sintetici (file di testo, immagini, video..) che si sovrappongono alla realtà reale, è necessaria, innanzitutto, un’applicazione specifica (un browser) per smartphone, iPhone, tablet, iPad..  I browser per la realtà aumentata ora disponibili hanno la caratteristica di presentare generalmente un lato per l’utente finale e un lato dedicato ai programmatori della realtà aumentata. Dunque per fruire di oggetti accresciuti non sono necessarie abilità particolari, mentre per creare oggetti ad hoc bisognerà avere competenze specifiche di programmazione.

A cosa serve la realtà aumentata? Gli usi che possiamo fare di strumenti simili sono innumerevoli, come innumerevoli sono gli usi che possiamo fare del Web… dei mondi virtuali… dei modi di abitare la rete e di fare rete. Unica differenza è che la realtà aumentata prova a uscire dai desktop, dalle scrivania, dagli schermi e si piazza negli spazi aperti, negli interni, nei supporti cartacei, negli oggetti di design.. e, più in generale, ovunque si possa iniziare a immaginare…

Casi d’uso. Prima ho accennato alle esperienze del format riguardante la Mappatura emozionale dei musei in realtà aumentata.

Vediamo ora un’esperienza legata alla cittadinanza attiva (Macerata digitale) e due legate alla Lirica.

Macerata digitale è una piazza virtuale dove studenti, cittadini, turisti possono trovare servizi e informazioni su quanto la città offre, sono arterie gratuite di WI-FI cittadino che invitano a scendere in piazza e a connettersi.

A quest’invito si associa un percorso in realtà aumentata, svelato con una passeggiata nei luoghi più significativi della città, arricchiti da installazioni virtuali in realtà aumentata.

Queste installazioni valorizzano dieci punti di interesse della città, ciascuno dei quali è presentato da un personaggio maceratese, che ne diventa un testimonial intessendo la trama di quei luoghi per narrare una storia.

Ognuno di questi luoghi è inoltre legato a una tematica accuratamente studiata per accogliere i visitatori, i viaggiatori, gli studenti con tante informazioni e suggestioni che connotano nel contempo il profilo autentico della città anche attraverso foto, video, notizie sui personaggi per arricchire la percezione dei luoghi attraverso la rete. Es. il teatro Lauro Rossi è legato alla figura di Dante Ferretti e alle tematiche della performance e del sogno.

Il tempo della narrazione prescinde, in esperienze simili, dal tempo della visione, fruizione e visita del luogo prescelto. Il tempo di alcune città può essere mitologico, irreale, simbolico. Può venire dal passato o rivolgersi al futuro in un eterno presente narrativo.

La seconda esperienza è legata ai Cinquanta anni delle stagioni liriche maceratesi con un percorso espositivo in cinque tappe. Ognuna delle cinque tappe è stata arricchita da elementi fruibili in realtà aumentata.

In ciascuna delle cinque sedi utilizzando il proprio smartphone o tablet grazie alla app Junaio e al canale Sferisterio 50 il visitatore potrà godere di contenuti multimediali extra tra cui animazioni e video con una guida d’eccezione: il Direttore Artistico Francesco Micheli.

Lo scorso anno, sempre per l’Opera Lirica e per le celebrazioni verdiane un’esperienza di realtà aumentata era stata offerta per la collettiva “Muri e divisioni” a cura di Adam Accademia. Questa esperienza monitorata è diventata una ricerca e ha dato luogo a una pubblicazione per Archeomatica – rivista di beni culturali e nuove tecnologie. Dall’analisi di quest’esperienza emergeva un format di visita di una mostra giocoso, ludico, interattivo e in grado di accorciare le distanze tra pubblico giovane e museo. Un modo diverso di vivere l’arte, partecipando. Il pubblico, infatti, viene così chiamato a performare qualcosa, a uscire dal suo guscio, dall’isolamento passivo.

Perché, quale ricaduta? Spesso il concetto di accoglienza in ambito turistico è stato sovrapposto e confuso con quello di ricettività, la capacità di ospitare un determinato numero di turisti. Il concetto di accoglienza identifica, viceversa, la capacità di determinati luoghi di far sentire il turista parte della comunità attraverso momenti di interazione con il territorio prima, durante e dopo la sua visita. L’accoglienza è un sistema di valori, dal momento che sentirsi “ben accolti” ha l’effetto di enfatizzare il valore dell’esperienza che il turista sceglie di compiere.

Così è anche per la cittadinanza, far sentire il cittadino parte di quella comunità (per esempio attraverso i testimonial cittadini che enfatizzano un luogo), oppure studiare in quel luogo, significa viverlo e farlo proprio.

Queste esperienze, che non sono solo tecnologiche, ma che sono più un vivere un luogo possono accrescere il valore intimo dei luoghi attraverso il saperli raccontare e offrire a chi decide di viverli (Nella foto: La Traviata degli specchi di Josef Svoboda arricchita di elementi in realtà aumentata. Articolo originariamente pubblicato in L’Adamo Magazine).

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