Emotional Mapping of Museum Augmented Places

Manipolazioni virtuali della realtà, gesti, forme, superfici vive con realtà aumentata e virtuale

Arduino, maker e hacking del prodotto. Intervista a due artigiani del design.

design for craftRiportiamo di seguito l’intervista a Carlo De Mattia ed Emilio Antinori, raccolta in L’Adamo, per conoscere meglio il loro laboratorio di artigianato tecnologico: Design for Craft

                  Cos’è una stampante 3D?

Le stampanti 3D sono delle macchine in grado di creare oggetti fisici a partire da un modello digitale secondo un metodo di produzione chiamato “additivo”; praticamente vengono realizzati oggetti formati strati successivi di materiale. Le principali tipologie dipendono dal processo tecnologico con cui aggregano il materiale di base, che può essere in forma di polveri, di resine liquide o di filamento. La tecnologia che oggi si sta diffondendo più rapidamente sulle scrivanie del mondo è quella a filamento (FDM). Spiegando in breve il funzionamento: si inserisce un filo di plastica colorata all’interno di un motorino, questo lo spinge all’interno di un estrusore caldo (180-220°C) che rammollisce la plastica e la espelle. A questo punto la testina trasla su un piano e sale in altezza per completare il deposito di materiale secondo un percorso che stabilisce il computer. L’innovazione che ha permesso un tale successo, è l’utilizzo di hardware open source (Arduino) ideato e realizzato da un team di studenti e ricercatori italiani. Questa scheda madre è stata poi programmata da un gruppo di studenti inglesi per costruire una piccola stampante a filamento “fatta in casa”, che hanno deciso di mettere a disposizione di chiunque il progetto per riprodurla liberamente. Da quel momento in poi sono nate decine di realtà artigianali che producono stampanti 3D… e il bello è che le multinazionali ancora stanno a guardare!

                  Quali sono le principali applicazioni?

Essendo un sistema che sta prendendo piede rapidamente e in svariati campi, gli utilizzi sono ancora tutti da scoprire. Di certo sappiamo che in molti campi già stanno raggiungendo risultati inaspettati, per esempio con una stampante 3D si può produrre componentistica di ricambio, protesi medicali, prototipi per l’industria, giocattoli, complementi d’arredo, supporti e componenti tecnici, accessori e componenti per il fashion e molto, molto altro.
Queste macchine permettono realmente a chiunque di produrre un oggetto, che poi può esser messo a disposizione di tutti!

                  Quali possono essere le applicazioni di tipo artistico?

Anche se l’arte è da sempre restia all’uso delle macchine, anzi, ne è sempre stata nemica, già da qualche tempo alcuni artisti ne stanno usufruendo. Per esempio sostituendo l’estrusore della stampante 3D con una bomboletta spray, un pennarello o una matita si possono realizzare opere pittoriche a partire da un disegno virtuale realizzato grazie a un software del computer. Questo è già un po’ di futuro.
Per non parlare poi dell’enorme contributo che darà alla scultura, alla lavorazione delle ceramiche e a tutte le applicazioni nel campo del fashion.

                  Come state utilizzando questa tecnologia?

Utilizziamo questa tecnologia principalmente per fare ricerca. Nel campo dei materiali per la stampa 3D abbiamo da poco lanciato in crowdfunding un nuovo formato di filamenti: StickFilament (www.stickfilament.com). Le plastiche che troviamo oggi in commercio sono tutte arrotolate in bobine da 1 kg, noi invece stiamo proponendo un sistema a bacchetta, che permette una maggiore personalizzazione dei colori e soprattutto lo sviluppo di materiali speciali per lavorazioni settoriali.
In secondo luogo stiamo studiando il modo con cui far dialogare queste macchine con l’artigianato e l’industria locale. Infine, da bravi designer, stiamo utilizzando la stampante 3D per implementare i prodotti seriali ampiamente diffusi sul mercato. Questa pratica noi la chiamiamo Product Hacking; al momento stiamo “prendendo di mira” prodotti IKEA e i grandi marchi internazionali. Andate a guardarvi cosa abbiamo fatto con questo famoso spremiagrumi (http://www.designforcraft.com/mickey-juicer/).
Ovviamente, oltre alla ricerca, facciamo della stampante 3D anche un uso più “tradizionale”, quindi realizzazione di prototipi, produzione di pezzi di ricambio su misura, accessoristica e miglioramento degli oggetti d’uso quotidiano.

                  Come evolverà il settore?

Non possiamo dire con certezza quando tutti avremo una stampante 3D dentro casa. Ma il processo è già in atto e cresce esponenzialmente.
E’ importante comprendere che la stampante 3D è solo uno degli strumenti che cambieranno nei prossimi anni la maniera di creare e realizzare gli oggetti. Presto vedremo sulle nostre scrivanie, in tutti i laboratori artigianali, e, in generale, in tutti i luoghi del fare, strumenti come laser cutter, desktop bender, frese cnc, stampanti 3D, scanner 3D e chissà quali altri preziose macchine che letteralmente “fanno le cose”. Ma non solo. La rivoluzione in atto riguarderà il sistema produttivo generale, dove intere fabbriche avranno la possibilità di cambiare totalmente produzione semplicemente riprogrammando le macchine; dove l’artigiano potrà fabbricare oggetti unici, ma anche riproducibili in piccole serie e venderli direttamente in rete. Accanto alla tradizionale  produzione seriale appannaggio delle grandi aziende ci sarà la produzione personale, fatta da artigiani e piccole imprese.
La cosa assolutamente entusiasmante di tutto questo, è che l’Italia può essere davvero protagonista anche se la maggior parte degli italiani ancora non lo sa…
Alla Maker Faire di Roma tenuta lo scorso ottobre (evento a cui abbiamo partecipato in prima linea) gli artigiani digitali italiani si sono presentati al paese riscuotendo un clamoroso successo di pubblico e l’attenzione di tutti i media principali. Come ha scritto Dale Dougherty, direttore dell’autorevole rivista statunitense MAKE: “That’s Italian!”

“Stampa il tuo futuro in 3D” è il titolo di un laboratorio gratuito (organizzato dall’associazione La Forza di Sci) con gli artigiani di Design for Craft (ovvero Carlo De Mattia ed Emilio Antinori). Un assaggio di artigianato tecnologico e fai-da-te prossimo venturo che si terrà martedì 3 dicembre alle 18 a Macerata (per informazioni: info@laforzadisci.it).

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One comment on “Arduino, maker e hacking del prodotto. Intervista a due artigiani del design.

  1. soudaz
    1 December 2013

    A reblogué ceci sur Il Blog di Tino Soudaz 2.0 ( un pochino) and commented:
    Bello e interessante; grazie per la segnalazione

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