Emotional Mapping of Museum Augmented Places

Manipolazioni virtuali della realtà, gesti, forme, superfici vive con realtà aumentata e virtuale

#backtoschool con app didattiche e scuole digitali

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3 settembre 2013 ore 11.00 (repliche nei giorni successivi)

In studio: dalle 11.00, Belinda Saltari e Nazzareno Tiberi dialogano con Giuliana Guazzaroni e Mirco Compagno sulle applicazioni per smartphone e tablet per scuola e studio.

Le App sono degli strumenti, possono essere utili anche per la scuola. Ce ne sono moltissime spesso gratuite, altre volte acquistabili con pochi euro.

Le App possono essere utili a studentesse e studenti che ne sappiano fare un uso consapevole, a chi è autonomo e si sa organizzare anche da solo nello studio.

L’ideale sarebbe che sia l’insegnante a orientare, a offrire la possibilità di sperimentare insieme, scegliere insieme quali usare (es. come supporto allo studio delle lingue), far provare in classe e fuori questi strumenti (es. nei musei). A includerli in una didattica più ampia, con orizzonti tecnologici da esplorare, affinché possano diventare parte di una metodologia nuova.

Non è necessario sapere in anticipo esattamente come usare insieme questa o quell’App. E’ bello anche trovare insieme, in classe, il modo per usarla (la scoperta), come può essere utile nella pratica quotidiana. È sempre un’esperienza bellissima scoprire insieme come usare uno strumento. Sono proprio studenti e studentesse, spesso, a indicare il modo di fare qualcosa.

Non bisognerebbe apportare un ulteriore carico cognitivo, ma alleggerire. Ad esempio, un App. per prendere appunti dovrebbe essere anche un po’ intuibile, chiara, ben disegnata. Altrimenti invece che dare leggerezza, aiutare nell’organizzazione, appesantisce.

Si sa la scuola chiede molto agli studenti e App, tablet e lavagne interattive potrebbero essere strumenti con un valore aggiunto.

Quale? Ognuno può scoprirlo insieme. Non siamo tutti uguali non apprendiamo tutti allo stesso modo (es. Gardner lo psicologo americano, parla di almeno di 7 intelligenze) le attività dovrebbero essere differenziate anche in base al proprio stile di apprendimento (es. visuale, basato su immagini, ascolto ecc.).

A inizio anno l’insegnante può consigliare alcune App, è difficile far capire dove finisce il gioco e dove inizia lo studio, forse proprio perché il confine non è ben definito.

Ci sono molti progetti innovativi, alcuni partiranno quest’anno.

Niente penne, quaderni e lavagne, solamente iPad e App è la scommessa delle Steve Jobs School, un’iniziativa partita in sette scuole olandesi grazie all’Education for a New Era Foundation (O4NT). Il progetto coinvolgerà studenti tra i 4 e i 12 anni. Altre scuole stanno introducendo il Badge per gli studenti e i voti scaricabili attraverso un’App. Oppure la formazione per docenti, studenti e famiglie sullo studio proprio attraverso App, tablet e tecnologie ancora non entrate nelle scuole…

Foto: dreamstime.com

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