Emotional Mapping of Museum Augmented Places

Manipolazioni virtuali della realtà, gesti, forme, superfici vive con realtà aumentata e virtuale

Quali sono i 5 miti da sfatare sulla realtà aumentata?

RAReinvenzioni metodologiche della realtà, attraverso tecnologie d’avanguardia, fra cinquanta anni entreranno nelle pratiche quotidiane e non richiederanno più minuziose spiegazioni. Questa è l’opinione espressa da Bruce Sterling nella prefazione a REFF (DeriveApprodi, 2010). Con l’espressione tecnologie d’avanguardia ci si riferisce alla realtà aumentata, ai sensori, alle crescenti possibilità offerte dagli smartphone e, tuttavia, recepite a malapena dagli utenti medi. Infatti, a fronte di una sempre maggiore distribuzione di telefoni e tablet di ultima generazione, gli usi più comuni di questi strumenti non sfruttano appieno le possibilità di frontiera che offrono. Ne consegue che gli appassionati del settore restino delusi dal fatto che realtà aumentata e simili siano relegati nei consumi di nicchia e richiedano puntuali istruzioni ogni qualvolta si voglia mettere in piedi un’esperienza che li veda come protagonisti tecnologici.

Alta tecnologia o bolla di sapone? Settore riservato a pochi eletti che passano ore a esplorarne le possibilità o settore in crescita costante?

Attualmente la realtà aumentata è una tecnologia che attrae ogni giorno nuovi adepti. Questi si muovono attraverso la realtà reale con in mano uno smartphone o un tablet mettendo in pratica comportamenti piuttosto bizzarri, impegnandosi nella ricerca di oggetti che non si vedono a occhio nudo.

Anche le esperienze di marketing con la realtà aumentata sono in crescita, per non parlare del settore museale che tenta di richiamare nuovi visitatori con esperienze tecnologiche accattivanti.

Sulla base delle sperimentazioni (Experiential Mapping of Museum Augmented Places: Using Mobile Devices for Learning, LAP 2012) di Mobile & Ubiquitous Learning che io stessa ho predisposto con centinaia di utenti e sulla base delle istallazioni artistiche di Poesia e pittura digitale, elencherò di seguito e tenterò di sfatare cinque miti attribuiti alla realtà aumentata.

Consigliando a lettori e lettrici di avere sempre chiaro in mente che le reinvenzioni metodologiche della realtà stanno vivendo attualmente la loro infanzia e con testarda allegria stanno imparando a muovere i primi passi.

I 5 miti della realtà aumentata:

1) La realtà aumentata non è il paese delle meraviglie e il nostro utente non è Alice. Trattandosi di nuove pratiche con l’uso di cellulari e tablet di ultima generazione, l’utente viene chiamato a una forzatura vera e propria dello strumento e pertanto necessita di puntuali spiegazioni e spesso di supporto durante l’esperienza di AR marketing. Le aspettative spesso sono davvero alte rispetto alle reali possibilità delle applicazioni di realtà aumentata. Succede anche che lo smartphone si riscaldi o che sia necessario ricaricare le batterie che si consumano velocemente. L’esperienza è sì immersiva ma non quanto il mondo fantastico di Alice.
2) Invece di puntare sull’effetto “wow”, offrire esperienze positive di usabilità. Molte esperienze di AR Marketing sono disorientanti e difficilmente l’utente vorrà ripeterle. A volte si abbonda in maniera ridondante di elementi grafici, senza che questi sottendano a una poetica dell’esperienza basata su un’attenta elaborazione di ciò che si vuole offrire. Esperienze positive sono quelle che tengono in considerazione la persona e offrono elementi di Empowerment.
3) Evitare l’approccio tecnocentrico. Allo stato attuale dell’arte siamo solo agli albori, non è la tecnologia da sola a fare la differenza fra esperienze di successo ed esperienze fallimentari. Purtroppo persiste il falso mito della tecnologia quale elemento centrale nell’AR Marketing. Il fascino dello strumento di ultimissima generazione (oppure il ruolo sociale attribuito alla persona che mostra di avere l’applicazione che sbalordisce o diverte) tutto ciò spesso inficia il buon risultato delle reinvenzioni della realtà e ne ferma la narrazioni costruttiva. Non di sola tecnologia si vive!
4) Il falso mito dei guadagni facili. Probabilmente questo mito è il più difficile da sfatare o forse semplicemente la realtà aumentata ha il potere di rendere più accattivanti esperienze di marketing ideate secondo modelli obsoleti. Tuttavia, affinché la realtà aumentata possa essere un volano per una nuova economia è necessario un ripensamento dei paradigmi pubblicitari ed esperienziali che ormai appartengono a epoche passate.
5) Il falso mito dei nativi digitali che gongolano nella realtà aumentata. Non è per niente così, seppure qualche nativo di Internet sia a conoscenza delle tecnologie per reinventare la realtà, un utilizzo consapevole e lungimirante è cosa rarissima da osservare. Piuttosto è spesso necessaria un’attenta opera di orientamento, nonostante la dimestichezza di consumo di smarphone, tablet e apps.

(articolo originariamente pubblicato in The Biz Loft)

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